Pittori bresciani protagonisti della pittura del '900 Pittura moderna e contemporanea.
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Ô
Valerio Ambiveri, Gigi Compagnoni, Italo Chiodi, Fabrizio Agustoni

dal 5/3/09 fino al 14/3/09
presso Libera Accademia di Belle Arti LABA - Distaccamento di Arti Visive


Inaugurazione giovedì 5 marzo 2009 alle ore 18.00 presso il nuovo spazio espositivo della Libera
Accademia di Belle Arti LABA ubicato nella nuova sede del Distaccamento di Arti Visive.

Sarà possibile visitare l’esposizione dal lunedì al sabato dalle ore 16 alle ore 20.

L'ingresso e' libero ed aperto a tutta la cittadinanza.
Una visione archetipale, poetica a volte primitiva, semplice e comunicativa, minima, essenziale ma vera e forte. Questo è il filo d’Arianna, il collante di questi artisti, lontani dai clichè aridi ed effimeri della moda e del mercato. Le loro operazioni, all’apparenza anacronistiche e distanti dalla pantagruelica fagocitazione di immagini tipica della nostra cultura, testimoniano un’arte che oltrepassa le barriere temporali per ricongiungersi a un tempo unitario seppure cangiante.
Lontani dall’idea dell’artista solitario e schivo, questo gruppo d’artisti coltiva una coscienza dell’appartenenza, dell’amicizia, dell’urgenza di mettere insieme diverse riflessioni personali intorno a uno stesso tema. “I nostri titoli nascono sempre per gioco!”: con queste parole i protagonisti rivelano il carattere ludico, ironico, spesso comico indispensabile che precede la genesi dell’esperienza espressiva.
Ogni cosa, ogni essere ha, oltre il suo nome manifesto, un nome nascosto, al quale non può non rispondere: così Giorgio Agamben, che ipotizza un tipo di mago-artista capace di evocare questo arcinome. Il suo compito sarà quindi quello di chiamare le cose con il loro nome segreto, svelandone la vera essenza. Questa attitudine all’alchimia, al frequente uso della metafora intesa come gesto col quale la materia viene restituita all’inespresso è l’elemento primario della loro visione poetica. Costante è inoltre il rimando a figure mitologiche, sacre e profane, di entità lontane e dimenticate eppure destinate a resistere ai cadaverici stilemi della moda.
Le opere in mostra, realizzate da Valerio Ambiveri, Gigi Compagnoni, Italo Chiodi, Fabrizio Agustoni alternano l’uso del video a elementi installativi che dialogano incessantemente con lo spazio circostante.
Storie di vita vissuta e reminiscenze del passato creano la fitta ragnatela relazionale, il corpus dell’operazione, che vede questi quattro autori incarnare un comune spirito dell’arte e dell’amicizia. Il titolo della mostra, ridotto a una sola lettera , Ô, enigmatico nella sua brevità o troppo espressivo, allude forse alla perfezione circolare dell’intero, a un’esclamazione di meraviglia, all’alternanza senza opposizione.
Ludovico Dolzanelli








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